Urban pop
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Il Castello di Rivoli celebra lo urban pop
Un fiore caduto a terra. Un papavero, uno di quei misteriosi fiori il cui colore, come dice Baudelaire, "entra nell'occhio imperiosamente", con i petali intatti rosso sangue, che sembra rubato a un quadro di Monet, precipitato sul pavimento. Niente di strano se non fosse enorme, in grande scala, a tal punto che se in quella caduta a terra avesse incontrato una persona, l'avrebbe travolta. Sensuale e ambiguo, perfetto nei suoi dettagli naturali, con quei petali gonfiati dalla tensione dell'aria per la caduta, ma inquietante nelle sue dimensioni oversize. Il più umile dei fiori della terra, selvatico e spontaneo, trasfigurato in una forma gigantesca. E' lo strepitoso "Dropped Flower", il fiore caduto, che Claes Oldenburg, uno dei grandi protagonisti della Pop Art, e Coosje van Bruggen hanno realizzato, in legno, metallo, filo di ferro, tela, nastro adesivo e pittura al lattice, per il Castello di Rivoli che ospita la rassegna "Claes Oldenburg Coosje van Bruggen. Scultura per caso", visitabile fino al 25 febbraio, dedicata agli ultimi vent'anni di collaborazione tra questi due scultori diventati strafamosi sulla scena internazionale per aver invaso piazze, fontane, parchi, musei, lungomare e teatri con i loro "large-scale projects", sculture-installazioni ambientali gigantesche, alte fino a venti metri, ispirate a oggetti rigorosamente ordinari, studiate sempre per stupire il pubblico nonostante utilizzino immagini stereotipate tipiche del consumismo di massa, creature che nella loro gigantesca fisionomia sembrano sempre sfidare la forza di gravità, le leggi della fisica e, magari, anche il conformismo delle aspettative. E che dialogano in modo innovativo e sperimentale con l'architettura, tanto da attirare l'interesse di architetti superstar come Frank O. Gehry.
Come il cucchiaio con ciliegia diventato una fontana per il Sculpture Garden di Minneapolis, che come dice Oldenburg, assume un aspetto nuovo nella stagione invernale, quando il getto d'acqua che esce dal picciolo è spento e la ciliegia coperta di neve si trasforma in una cucchiaiata di gelato. Come la ciotola caduta con spicchi e bucce sparse, colti in volo come un fermo immagine mentre rimbalzano nella piazza del Metro-Dade Open Space Park di Miami, come l'incredibile bicicletta sepolta del Parc de la Villette di Parigi, dove emergono dal prato, tra gli alberi, un pezzo di ruota, di sellino e di manubrio con tanto di campanello, ispirata, come ricorda van Bruggen, all'antieroe per eccellenza di Samuel Beckett, Molloy che cade dalla bicicletta e si ritrova dentro un fosso incapace di riconoscere l'oggetto, come il timbro precipitato a Willard Park di fronte al municipio di Cleveland, come la bustina di fiammiferi tutti storti, installata nella valle dell'Ebro di Barcellona, commissionata per le Olimpiadi del 1992, come il colletto e cravatta capovolti per Platz der Republik di Francoforte, che sembrano siano sul punto di scivolare dal piedistallo e finire sulla strada, come la sega incastrata nel centro fieristico internazionale di Tokyo, o come l'ago e filo che penetrano in piazza Cadorna a Milano, realizzato in lucido acciaio con la cruna allineata al torrione del vicino Castello sforzesco.
Fonte: Laura Larcan per la Repubblica.it del 3 novembre 2006.
Ubicazione
:.Italia :.Piemonte :.Torino
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